Garante: i rischi della "zero price economy"

  • ForumDiscuti sul forum
  • PrecedenteMemorizzazione delle e-fatture prorogata al 30 settembre 2021
  • SuccessivoVestager su iOS: no ai pretesti contro il sideloading
Garante: i rischi della "zero price economy"

Durante la presentazione della Relazione sull'attività 2020 il Presidente dell'Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali Pasquale Stanzione ha voluto richiamare l'attenzione pubblica su quello che egli definisce "capitalismo estrattivo", una modalità per la creazione di profitti che oggi rappresenterebbe il core business di diverse Big Company.

Nello specifico il massimo rappresentante dell'Authority avrebbe puntato il dito contro tutte quelle attività di appropriazione dei dati personali che vengono effettuate ignorando di fatto la reale titolarità di tali informazioni, ad essere contrastato dovrebbe essere quindi un atteggiamento predatorio spesso facilitato dalla scarsa consapevolezza degli utenti durante le loro scelte.

Ne conseguirebbe l'apparente gratuità di diversi servizi, come per esempio i social network e i motori di ricerca, dai cui comportamenti potrebbe derivare una limitazione della libertà a danno degli utilizzatori. Troppo spesso le implicazioni legate al trattamento dei dati personali verrebbero analizzate invece sul solo piano economico.

A tal proposito il Garante avrebbe parlato di una vera e propria "zero price economy" dove i dati vengono ceduti in cambio di servizi, una situazione in cui verrebbero a crearsi meccanismi di remunerazione del consenso al trattamento tali da "feudaulizzare" il rapporto tra società e privati. Pagare con i propri dati significherebbe infatti rinunciare ad una piccola parte della propria capacità di autodeterminazione.

Continua dopo la pubblicità...

Ad oggi la tutela della privacy non dovrebbe più essere considerata una questione privata ma un problema sociale a cui la stessa Unione Europea starebbe cercando di fornire una risposta, per questo motivo sarebbero già state introdotte normative come il GDPR (General Data Protection Regulation) e si dovrebbero moltiplicare le iniziative a favore dell'autodeterminazione informativa.

I commenti degli utenti

I commenti sono liberi: non è necessario iscriversi per poter commentare su questa pagina. Tutti i commenti, tuttavia, sottoposti alle linee guida di moderazione e prima di essere visibili devono essere approvati da un moderatore.