In Italia l'e-commerce vale oltre 58 miliardi di euro

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In Italia l'e-commerce vale oltre 58 miliardi di euro

Secondo lo studio intitolato "Il ruolo e il contributo dell'e-commerce e del digital retail alla crescita e alla trasformazione digitale" e realizzato da Netcomm con la collaborazione di The European House – Ambrosetti, il giro d'affari del commercio elettronico in Italia nel 2020 dovrebbe sviluppare un giro d'affari pari a 58.6 miliardi di euro.

Suddividendo le attività economiche svolte nella Penisola in 99 diverse categorie, l'e-commerce sarebbe quindi la terza in termini di valore prodotto. In termini percentuali si parla quindi del 19.2% del fatturato totale generato dalle aziende private a livello nazionale, questo grazie anche ad un incremento dei ricavi pari al 6.3% (+3.5 miliardi) rispetto allo scorso anno.

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Lo sviluppo del commercio elettronico in Italia ha creato nuovi posti di lavoro

Il ruolo degli store online è stato rilevante anche per quanto riguarda la crescita dell'occupazione, incidendo in questo caso per il 6.7% sul dato complessivo delle aziende nostrano, nello stesso modo circa il 70% dei venditori online e il 60% delle aziende che partecipano alla supply chain del settore prevedrebbero di operare ulteriori assunzioni nel prossimo futuro.

Ad oggi la maggior parte del fatturato derivante dal commercio elettronico verrebbe prodotto nel Nord Ovest del Paese con il 46% sul totale, al primo posto troviamo la Lombardia con un giro d'affari pari a oltre 22 miliardi di euro (39%), seguita a grande distanza da Lazio (5.3 miliardi), Veneto (4.3), Emilia-Romagna (3.8). Nel Meridione la prima posizione sarebbe occupata invece dalla Campania con 3.7 miliardi.

Ancora molto importante il ruolo delle grandi aziende sulla produzione di fatturato del settore, queste ultime parteciperebbero infatti ai ricavi per il 43.9% contro il 22.2% delle piccole imprese, il 18.8% delle attività di medie dimensioni e i 15.1 punti percentuali delle microimprese. Il settore più colpito dalla recente crsi pandemica sarebbe stato invece quello turistico con un calo pari a 5.7 miliardi di Euro.

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