LinkedIn: licenziati 960 dipendenti

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LinkedIn: licenziati 960 dipendenti

C'è qualcosa di amaramente ironico nell'ultima decisione dei vertici di LinkedIn, social network professionale creato per moltiplicare le occasioni di impiego che si vede ora costretto a licenziare ben 960 dipendenti a livello globale. Il progetto di proprietà della Casa di Redmond dovrebbe così perdere circa il 6% dei suoi collaboratori.

Ma quali sono le ragioni di questa iniziativa? A rivelarle è stato Ryan Roslansky, CEO della sussidiaria di Microsoft, secondo il quale l'emergenza legata alla pandemia di Coronavirus (Sars-Cov-2) e le esigenze correlate al distanziamento sociale avrebbero determinato uno stato di crisi tale da costringere il gruppo ad una dolorosa ristrutturazione dell'organigramma.

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Il pericolo di contagio avrebbe infatti reso impossibile lo svolgimento di manifestazioni aperte al pubblico come gli eventi di settore, limitato le occasioni di networking e disincentivato le aziende ad assumere nuovo personale, tutti fattori centrali per il business di LinkedIn che avrebbe così deciso di contenere le spese in attesa di un ritorno alla normalità.

Nel contempo Roslansky ha voluto rassicurare i lavoratori che non sono stati coinvolti nel round di licenziamenti, stando alle sue parole LinkedIn non procederà a ulteriori licenziamenti e anche quelli ora confermati sarebbero stati effettuati soltanto dopo una discussione lunga, combattuta e motivata dalla speranza di poterli evitare.

I collaboratori licenziati operanti negli USA dovrebbero perdere immediatamente il loro lavoro, per quanto riguarda quelli del Vecchio Continente l'allontanamento è invece previsto per agosto tranne che in Italia dove è stato definito un rinvio a settembre. In Australia, Gran Bretagna e Irlanda sarebbero ancora in corso delle contrattazioni.

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