OCSE: più digitale = meno evasione

OCSE: più digitale = meno evasione

Il rapporto annuale "Going for growth" dell'OCSE, l'organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa, lancia un monito al nostro Paese: la mancata digitalizzazione porta a una crescita lenta e quest'ultima produce disuguaglianza. Le istituzioni dovrebbero quindi intervenire rapidamente per sostenere una politica che sia sostenibile e inclusiva.

A frenare lo sviluppo anche in senso tecnologico della Penisola sarebbero in particolare quattro fattori: le inefficienze di una Pubblica Amministrazione scarsamente digitalizzata, una fiscalità che non facilita la nascita e il lavoro di imprese innovative, un numero sproporzionato oneri normativi da osservare e una generale scarsa qualità delle infrastrutture disponibili.

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L'Italia soffrirebbe inoltre di un mercato del lavoro ancora estremamente frammentato e sottosviluppato, a ciò concorrerebbe una scuola che non sarebbe in grado di offrire le competenze attualmente richieste dalle aziende. Trovare personale formato e dotato di skill digitali avanzate si starebbe dimostrando molto più difficile del previsto.

Corsi di formazione, istruzione professionale mirata, apprendistato e apprendimento permanente rappresenterebbero invece una possibile cura alla stagnazione. Tali elementi potrebbero determinare maggiori possibilità d'incontro tra domanda e offerta d'occupazione, creare nuovi posti di lavoro e diffondere le competenze effettivamente ricercate dal tessuto produttivo.

Sempre secondo quanto dichiarato dall'OCSE, ll Belpaese necessiterebbe da subito di investimenti digitali più elevati per la lotta all'evasione fiscale. In questo modo si potrebbero recuperare ingenti risorse da investire in istruzione, ammodernamento della macchina burocratica e semplificazione dei rapporti tra utenti/imprese e istituzioni.

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