Symantec dice no alla fusione con Broadcom

I negoziati che avrebbero dovuto portare alla fusione tra la security house Symantec e il colosso delle infrastrutture software Broadcom avrebbero subito un'improvvisa battuta di arresto, lo stop sarebbe giunto dalla dirigenza del gruppo famoso per prodotti come Norton Antivirus, convinta che una valutazione pari a 28 dollari per azione sia la quota minima per raggiungere un accordo.

A tal proposito è bene ricordare che l'offerta iniziale di Broadcom era stata pari a 28.25 dollari per titolo azionario, quindi leggermente al di sopra della base d'asta definita da Symantec, successivamente però l'aspirante nuova proprietà avrebbe riformulato la proposta con vari tentativi di forzare la mano in favore di un consistente ribasso.

Lo scorso giugno, quando cominciarono a circolare le prime notizie riguardanti la possibile fusione, diversi investitori avevano deciso di scommettere sull'operazione determinando un importante incremento di valore per la capitalizzazione di Symantec. Ciò aveva portato la quotazione di quest'ultima a sfiorare il miliardo e mezzo di dollari.

Le indiscrezioni successive al blocco delle trattative avrebbe generato invece l'effetto contrario, tanto che i titoli di Symantec sarebbero stati coinvolti in un vero e proprio crollo (oltre i 12 punti percentuali) fino a toccare quota 22.30 dollari per azione. A questo punto Broadcom potrebbe tornare all'attacco e tentare di portare a casa l'affare con un risparmio rilevante.

Secondo quanto confermato da diversi analisiti, Broadcom sarebbe attualmente intenzionata ad acquisire una software house per diversificare il proprio business oltre la produzione dei semiconduttori. A cò si aggiunga che nei gioni scorsi il forte legame con la cinese Huawei avrebbe determinato un rilevante calo per quanto riguarda le previsioni di vendita.

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