PA: l'identità digitale è delegabile

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PA: l'identità digitale è delegabile

A partire dal I ottobre 2021 non è più possibile richiedere delle password per accedere ai servizi online della Pubblica Amministrazione italiana, più precisamente le credenziali precedentemente fornite ai cittadini continueranno ad essere valide fino alla loro scadenza ma non sarà possibile attivarne di nuove e si dovranno adottare dei sistemi ritenuti più sicuri.

Questi ultimi sono la CNS (Carta Nazionale dei Servizi), lo Spid (Sistema pubblico di identità digitale) e la Cie (Carta d'identità elettronica). Indipendentemente dal servizio in cui ci si desidera autenticare (ad esempio INPS, Agenzia delle Entrate, INAIL..) le piattaforme ufficialmente riconosciute sono soltanto quelle elencate in precedenza.

Un decreto apposito verrà emaato per le imprese

E' importante ricordare che questo cambiamento coinvolge per il momento soltanto i privati, per quanto riguarda invece le imprese e i liberi professionisti dovrebbe essere emanato un decreto apposito da parte del Ministero per l'Innovazione Tecnologica. Attualmente le identità digitali attivate nella Penisola dovrebbero essere poco più di 28 milioni.

Chi non possiede le credenziali potrà delegare l'accesso ai servizi online a persone di fiducia

Ma quale sarà l'effetto di questa piccola rivoluzione in un Paese non particolarmente portato alla digitalizzazione e alle nuove abitudini? Si calcola che circa l'80% degli ultrasessantacinquenni non disponga ancora di credenziali Spid e per questo motivo è stato inserito un sistema di delega che dovrebbe limitarne quanto più possibile l'esclusione.

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Il meccanismo della delega prevede che un cittadino dotato di credenziali Spid possa accedere ai servizi online della PA in vece di un cittadino che non le possiede. La delega potrà essere affidata a diverse tipologie di soggetti tra cui persone di fiducia (tipicamente un famigliare), un tutore, un amministratore di sostegno o un curatore.

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