Trump fa causa a Google, Facebook e Twitter

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Trump fa causa a Google, Facebook e Twitter

Donald Trump, ex inquilino della Casa Bianca che lo scorso novembre è stato sconfitto elettoralmente da Joe Biden e quindi non eletto per un secondo mandato, avrebbe deciso di intentare una causa legale contro Google (e il CEO Sundar Pichai), Facebook (e il CEO Mark Zuckerberg) e Twitter (coinvolgendo anche l'amministratore delegato Jack Dorsey).

L'accusa contro tutti sarebbe quella di aver violato il Primo Emendamento della Costituzione americana che tutela la libertà di espressione, si ricordi infatti che l'ex Presidente degli Stati Uniti è stato bannato (o più precisamente sospeso) da tutti i principali social network e che Mountain View impedisce il caricamento di nuovi video nel canale YouTube di Trump.

Il ricorso del tycoon newyorkese in tribunale arriva a pochi giorni di distanza da una dichiarazione dei responsabili di Facebook che avrebbero deciso di estromettere Trump dalla piattaforma almeno fino al 7 gennaio del 2023. Due anni di esclusione che potrebbero impedirgli di comunicare con i milioni di elettori che ancora condividono le sue posizioni.

A questo punto l'obbiettivo di Trump dovrebbe essere duplice: da una parte riottenere l'operatività dei propri account e dall'altra richiedere che venga riconosciuta l'incostituzionalità della cosiddetta Section 230, una normativa comunque molto contestata negli USA che in sostanza deresponsabilizza le piattaforme a riguardo di ciò che viene condiviso dagli utenti.

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L'azione legale potrebbe prevedere anche una richiesta di risarcimento danni, ma riguardo a questo punto non sarebbero disponibili ulteriori dettagli. Stando a quanto dichiarato da alcuni analisti è comunque improbabile che un giudice decida di accogliere le istanze del politico repubblicano, inoltre la sua potrebbe essere un'iniziativa mirata a riportare l'attenzione su di sé.

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