Google ribatte alle accuse della UE

Google ribatte alle accuse della UE

Da alcuni giorni si fa sempre più insistente la voce secondo la quale l'Antitrust europea sarebbe fortemente intezionata a sanzionare Mountain View per abuso di posizione dominante nel mercato delle ricerche in Rete; la multa comminabile dall'autorità del Vecchio Continente potrebbe arrivare a superare i 6 miliardi di euro; troppo anche per Google.

Per difendersi dalle accuse provenienti dalla UE il colosso californiano avrebbe scelto la strada della "chiamata alle armi" inviando un messaggio ai propri dipendenti; un modo per avvertire tutti i componenti della "famiglia" che presto potrebbero arrivare tempi duri, Larry Page e soci avranno bisogno di molti alleati per proteggere la propria azienda.

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Nella missiva Big G ricorda che Google non è l'unico motore di ricerca esistente, se gli internauti lo utilizzano sarebbe quindi per una loro libera scelta; le alternative presenti in Rete sarebbero del resto numerosissime, basti pensare a soluzioni come Bing della Casa di Redmond o Yahoo! che appartengono anch'essi ad importanti multinazionali.

Nello stesso modo ad oggi gli utenti potrebbero rivolgersi a motori meno vincolati a logiche commerciali come DuckDuckGo o a piattaforme come Quora; questo per non citare gli ormai collaudati assisitenti intelligenti per le ricerche come Siri della Casa di Cupertino o Cortana che Big M starebbe implementando anche per Windows 10.

Ora Mountain View avrà circa dieci settimane di tempo per inviare una propria risposta uficiale alle accuse di violazione delle leggi europee sulla concorrenza, in gioco ci sarebbero anche alcune funzionalità avanzate come la ricerca dei voli e i suggerimenti per lo shopping; fatto questo, una volta ricevuta udienza in sede UE, Larry Page e soci potrebbero dover affrontare un procedimento lungo anche alcuni anni.

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