Max Hodak lascia Neuralink ed Elon Musk

Max Hodak lascia Neuralink ed Elon Musk

Mentre in queste ore Elon Musk festeggia il successo di SpaceX che ha recentemente riportato a casa sani e salvi gli astronauti protagonisti della prima missione spaziale privata della Storia, un'altra azienda del vulcanico imprenditore sudafricano, Neuralink, sembrerebbe essere interessata da alcuni repentini sconvolgimenti al vertice.

Come spesso accade per le iniziative di Musk, anche quest'ultima nasce per sviluppare un progetto particolarmente ambizioso che, nel caso specifico, è quello di sviluppare delle protesi neurali facilmente impiantabili e dalle dimensioni molto contenute che permettano alle persone di controllare i propri arti artificiali tramite una vera è propria simbiosi tra cervello e AI.

Tutto sembrava procedere regolarmente per l'azienda fino a quando, nel pomeriggio del 2 maggio, Max Hodak ha confermato l'abbandono della compagnia annunciando la sua fuoriuscita su Twitter. Una defezione importante considerando che si tratta della persona con cui Musk ha iniziato questa sua avventura nel settore del potenziamento umano.

Hodak non avrebbe lasciato per mancanza di fiducia nel progetto ma per la presenza troppo ingombrante di Elon Musk

Nel messaggio Hodak sottolinea quanto sia ancora un grande sostenitore del progetto e non offre alcun dettaglio riguardo alle ragioni dell'allontamento. Tra gli analisti è però diffuso il sospetto che egli non gradisse più le ingerenze di Musk, che non possiede alcuna competenza in materia di neuroscienze, nei processi decisionali di Neuralink.

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Ad oggi l'unico risultato ottenuto (o mostrato pubblicamente) dalla società è stato un esperimento in cui un primate si dimostrerebbe in grado di giocare a Pong. Gli obbiettivi di Neuralink sono però ben altri e, secondo quanto annunciato da Musk, andrebbero dalla cura di disturbi come l'autismo alla possibilità di consentire la deambulazione a persone paralizzate.

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