Stripe rinuncia a Bitcoin

Stripe rinuncia a Bitcoin

Stripe, una delle più note piattaforme per i pagamenti online, ha deciso di rinunciare al supporto per le transazioni effettuate in Bitcoin. I servizi correlati alla cryptomoneta erano stati introdotti per fornire un'alternativa più pratica e meno costosa rispetto alle tradizionali carte di credito, ma con il passare del tempo si sarebbero rivelati sempre meno conveninti.

Diversi i motivi che avrebbero portato a questa scelta: le variazioni di valore troppo ingenti in periodi di tempo estremamente brevi, i tempi esageratamente lunghi per il completamento delle transazioni online (uno dei limiti più noti del Bitcoin), l'interesse non elevato dimostrato dall'utenza e i fee divenuti sempre più costosi con il passare dei mesi.

Tutto questo e non solo avrebbe portato a definire una deadline: le transazioni nella più nota delle monete virtuali verranno interrotte entro il prossimo 23 aprile; termina così una sperimentazione iniziata da Stripe nel 2014, quando il prezzo del Bitcoin oscillava intorno ai mille dollari e l'hype intorno a questo fenomeno era di dimensioni ben più contenute.

Stripe opera in ben 25 paesi e non è escluso che altre piattaforme possano decidere di rinunciare al Bitcoin emulandone la strategia. Se così fosse la quotazione della cryptomoneta potrebbe risentirne, mentre diviene sempre più chiaro il suo ruolo di asset speculativo a sfavore delle intenzioni originarie: creare una moneta che tutti potessero usare senza i vincoli delle valute tradizionali.

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I responsabili di Stripe avrebbero affermato di essere comunque favorevoli ad una maggiore diffusione delle monete virtuali, tanto da tenere sotto osservazione alcune crypto emergenti che in futuro potrebbero essere supportate dal servizio se in grado di garantire costi meno elevati rispetto al Bitcoin.

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