Offerte mobile: c'è bisogno di maggiore trasparenza nella pubblicità

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Offerte mobile: c'è bisogno di maggiore trasparenza nella pubblicità

Secondo un recente pronunciamento dello IAP (Istituto Autodisciplina Pubblicitaria), l'utilizzo della dicitura "velocità sino a.. " potrebbe risultare fuorviante per i consumatori in questo non costituirebbe una garanzia dell'effettivo raggiungimento del picco di connessione indicato.

Nello specifico l'organo di controllo avrebbe fatto riferimento a due pubblicità, rispettivamente della Vodafone e della TIM, in cui i servizi per la connettività mobile offerti indicavano velocità massime attraverso i riferimenti "sino a 43.2 Mbps" e "14.4 Mbps".

Sostanzialmente lo IAP individuerebbe un potenziale pericolo dovuto a comunicazioni commerciali potenzialmente ingannevoli in grado di far pensare agli utenti di disporre di un servizio molto più performante rispetto a quello che poi sarebbe la reale velocità media.

Il richiamo alla trasparenza, effettuato tramite la pronuncia N° 36/2014 del 06/06/2014, sarebbe quindi d'obbligo in quanto le variabili che influiscono sulla disponibilità di banda sono molto numerose e tutte in grado di ostacolare il raggiungimento delle velocità massime.

Claudio Garau

Web developer, programmatore, Database Administrator, Linux Admin, docente e copywriter specializzato in contenuti sulle tecnologie orientate a Web, mobile, Cybersecurity e Digital Marketing per sviluppatori, PA e imprese.

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