PayPal punta su l'open banking di Tink

PayPal punta su l'open banking di Tink

Il colosso dei pagamenti online PayPal ha deciso di diventare uno degli investitori di Tink, la piattaforma di Open Banking nata nel Vecchio Continente che negli ultimi mesi è riuscita a raccogliere finanziamenti per circa 56 miliardi di euro. In questo modo il progetto si conferma una delle più importanti realtà nel settore dei servizi incentrati sulla fintech.

Tink è stata fondata infatti in Svezia nel 2013 e inizialmente venne proposta come un'applicazione per l'aggregazione dei conti correnti bancari in una singola interfaccia. Con il passare del tempo le sue funzionalità sono state però modificate, tanto da realizzare un servizio finanziario compatibile con lo standard PSD (Payment Services Directive) in versione 2.

Sostanzialmente ignorato dalla stampa generalista, PSD2 contiene invece delle specifiche particolarmente interessanti per i consumatori, come per esempio un limite non superiore allo 0.2% per le commissioni interbancarie che diventa lo 0.3 per i pagamenti con carta di credito. L'Open Banking, di cui PSD2 è presupposto, rappresenta il futuro del comparto creditizio europeo, da qui l'interesse di PayPal per Tink.

Il gruppo fondato da Elon Musk e soci non avrebbe ancora fornito dettagli riguardanti l'operazione, stando alle prime interpretazioni degli analisiti l'intenzione potrebbe essere quella di sfruttare l'infrastruttura dell'azienda scandinava per implementare funzionalità già esistenti (verifica del saldo, ricarica, cronologia delle transazioni..) in un'ottica orientata all'Open Banking.

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Tra i vantaggi derivanti dall'utilizzo delle feature offerte da Tink vi è poi anche una ricca dotazione di API (Application Programming Interface) che gli sviluppatori di terze parti possono sfruttare in applicazioni indipendenti dedicate alla gestione della finanza personale, ai pagamenti elettronici e all'enrichment di dati bancari grezzi.

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